martedì 22 marzo 2011

E la Luna sorrise....

Il bambino pensò di poter volare, un giorno, quando avesse imparato a sognare abbastanza forte da diventare lui stesso, il sogno. Allargò le braccia, e immaginò che fossero ali, grandissime ali d'angelo che lo avrebbero portato al di là del mare, e nella sua fantasia, sentì il rumore delle onde, il vento sul viso... e scesero le lacrime sulle guance. Aprì gli occhi, e raccontò il suo sogno alla Luna. E la Luna sorrise.

Il bambino crebbe, e dimenticò che un giorno aveva sognato di volare. La vita spingeva, e le sue giornate erano tutte uguali. Non si chiedeva più se un giorno avrebbe attraversato il cielo, non vedeva più le ali al posto delle braccia. Non chiudeva nemmeno più gli occhi per sentire il mare e il vento. Ma parlava ancora alla Luna, e le chiese una notte come si sentisse a dominare il Cielo. E la Luna sorrise.

Il bambino divenne ragazzo... e dopo ancora divenne uomo. Non alzava più gli occhi alla Luna, e non pensava a volare. Sorrideva poco, e quando lo faceva, se ne vergognava. Lo specchio gli rimandava l'immagine di un uomo stanco, nonostante la giovane età. Stanco di camminare, stanco di non essere vivo. Ma lui non capiva... non vedeva altro che grigio, e il colore del cielo e del mare erano per lui una perdita di tempo. Si convinse che nessuno poteva volare. E la Luna sorrise.

Non riuscendo più a sognare, l'uomo si ammalò, e non trovò nessuno che lo guarisse. Una notte la Luna gli fece un dono. Gli mostrò l'immagine di un bambino che sognava di volare. L'uomo ammirò il viso felice e senza pensieri di quel bambino, e si accorse che gli somigliava: era lui, tanti anni prima. E dopo tantissimo tempo... lacrime scesero sulle sue guance. E la Luna sorrise.

L'uomo decise che voleva tornare a sognare... e si alzò dal letto, aprì la finestra e uscì sul balcone. Allargò le braccia e chiuse gli occhi. Voleva davvero sentire di nuovo le onde sotto di lui, e il vento sul viso... ma non vide nulla. Riaprì gli occhi, deciso a tornare nel suo letto, a soffrire sotto le coperte, quando un riflesso sul vetro catturò il suo sguardo. Era la prima volta che si soffermava a guardarsi davvero. Attaccate alle sue spalle, c'erano delle bellissime ali d'angelo. Stupito, si guardò ancora, e ancora. Ma da quanto tempo erano lì? Decise di metterle alla prova, solo un piccolo salto, nulla di più. Le allargò e prima che se ne rendesse conto, era sul mare, e il vento gli dava il benvenuto. Si avvicinò alla Luna, e la ringraziò, ma lei scosse la testa. “Io non ho fatto nulla. Hai solo aperto i tuoi occhi”, disse. Lui decise che avrebbe aiutato anche altri ad aprire gli occhi e vedere le loro ali. Lo decise nel suo Cuore, e sorrise. E la Luna sorrise con lui.


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