Non so perchè, ma di notte i minuti sembrano ore. E questa notte aveva due ore per ogni minuto. E' incredibile quanto possa essere pieno il fiume di ricordi che viene scatenato da una notte di pioggia. Tu sei lì, che ascolti le gocce che cadono incessanti, e il rumore della pioggia diventa ipnotico e anche se non vorresti (perchè parliamoci chiaro, non sono quasi mai i ricordi belli a venire a bussare), la porta dei ricordi si apre, e non puoi fare altro che lasciarti investire. Fa quasi male alle ossa. Come quando viene la febbre, e tutte le giunture urlano doloranti. Ecco, è più o meno quello che si prova ad aprire quella porta. Vorrei sapere perchè continuiamo ad aprirla anche se lo sappiamo.
Forse esiste una vena di masochismo in ogni essere umano. O forse è perchè siamo consapevoli che tutto è passato, e ci illudiamo che non faccia più male.
Beh, non è vero. Fa male eccome. E anche quando ci metti la consapevolezza di chi sa che tutto serviva, anche quando ci metti la voglia di ricominciare, e anche quando a ricominciare sei riuscito benissimo, quel tuffo nel mare dei ricordi toglie il respiro, e fa male. E non mi vergogno a dir che fa male, perchè dovrei? Perchè devo essere quella forte che sorride sempre? No, sarei quella falsa che sorride sempre, se facessi così. Trovo che ci sia molta più maturità nel dire: ok, oggi giornata di ricordi, e fa male, mi siedo un attimo, faccio i conti con me stessa, e poi domani mi rialzo con una consapevolezza in più: che posso sopravvivere.
Certo che mentre le vivi, certe cose, non lo sai se sopravviverai o meno. E magari arriva quella come me, che ti dice: tranquilla, vedrai che tutto passa, e tu sopravviverai perchè sei forte, tutti lo siamo... tu la guardi e dici, ma questa non sa di cosa stia parlando. Invece lo so eccome.
So cosa voglia dire sanguinare, e non avere nemmeno la forza di fermarlo, quel sangue, e puoi solo restare a fissarlo, quasi affascinata, e ti dici: prima o poi si ferma. Al massimo quando muoio. Ma almeno si ferma. E gli altri che ti guardano e si avvicinano e tu pensi che finalmente un "infermiere" ti aiuterà a mettere insieme i pezzi, invece no, arriva un'altra pugnalata, e giù, altro sangue. E allora in qualche modo capisci che quel sangue lo devi fermare da sola, o non avrà mai fine.
So cosa sia una famiglia "oppressiva", sebbene solo oggi abbia compreso che non si chiama cattiveria, e che le persone non possono dare ciò che non conoscono, ma come potevo pensarla così, quando mi veniva rinfacciato il mio essere diversa, quando avrei voluto fare, dire, pensare le cose a modo mio, e non mi era concesso? So cosa vuol dire quando persone che Ami non ti rivolgono nemmeno più la parola, per il semplice fatto che hai deciso di pensare in maniera diversa dalla loro, perchè hai cercato e ottenuto (a caro prezzo) la tua libertà.
So cosa vuol dire essere dentro una setta, nascerci, vedere il mondo con quella patina di irrealtà messa da altri, e la verità viene distorta come se l'unica immagine che tu abbia mai visto di te e del mondo sia il riflesso deformato dello specchio di un luna park. So cosa voglia dire provare un dolore talmente forte da aprire l'armadio e sbattere tutto a terra e poi sederti tra i vestiti e senti il tuo cuore che fa Crak, e si è spezzato per l'ennesima volta e ti chiedi come diavolo fa a battere ancora. E so cosa significa essere convinti che quella sia l'unica immagine reale, mentre le altre che ti fanno vedere sono distorte. Poi, un bel giorno, alzi la testa, sbirci fuori dal luna park e ti accorgi che invece il mondo è completamente diverso, e allora ti si presenta una scelta. Perdo tutto e ricomincio daccapo, o faccio finta di non aver mai visto il Sole, di non aver mai sentito il Vento, e torno nella mia prigione? e ho anche provato a far finta di niente, perchè credevo di non essere abbastanza forte da volare via. Ma non ci sono riuscita, e ho volato, e in quel volo ho perso tutto, amici, famiglia, lavoro, tutto. Tranne le Ali.
So cosa vuol dire ricevere il primo schiaffo dalla persona che aveva promesso di amarti e proteggerti per sempre. E poi il secondo, e il terzo... e una bella sera ti ritrovi seduta per terra a chiederti come diavolo hai fatto a finire così. E il bello è che una risposta non c'è. Ma ci sono le scuse, e le lacrime, e i dubbi, e i ragionamenti del tipo "ma io lo posso aiutare, se resto con lui forse capirà e cambierà". Non è vero. Sei tu a cambiare. Perdi forma, come un sacco che si svuota e prima o poi non riesce più nemmeno a stare in piedi. E cambi ancora, e anche i contorni si perdono, e non sei più tu, non sei più una persona. E allora sei di nuovo per terra, e ti rendo conto che di nuovo, devi rialzarti, perchè se non lo fai, nessuno ti tende la mano, e se non lo fai tu, anche tua figlia soffrirà per le stesse cose. Il giorno che sono andata via, strisciavo, perchè ero ancora senza forma. C'è voluto un po' per rialzarmi, ma poi ho camminato, e volato. Alla faccia di chi ha sempre detto che non sarei stata capace.
So cosa vuol dire chiederti se sarai mai in grado di perdonare. Pensare a una persona e provare quella rabbia mista a dolore e chiederti se riuscirai mai a essere davvero libera, perchè finchè provi certi sentimenti, sei ancora in suo potere. La risposta è sì. La comprensione e il perdono arrivano sempre. A volte non li riconosciamo, e li scambiamo per debolezza, e stupidamente scegliamo di essere ancora schiavi. A volte li riconosciamo, ma c'è l'orgoglio che è ancora il capo. Alla fine, tornano ancora, e sta sempre a noi scegliere se accoglierli o meno, con la cosapevolezza che perdonare non significa ritornare daccapo, e nemmeno giustificare, ma semplicemente tagliare gli utlimi fili, lasciar andare.
So cosa vuol dire vedere tua figlia che soffre, ascoltarne le urla in ospedale e non poter fare nulla se non aiutare i medici a tenerla ferma, e permetterti di svenire solo quando la vedi dormire tranquilla. So cosa vuol dire improvvisarsi infermiera, psicologa, fingere che tutto vada bene per non spaventarla, quando dentro di te hai la morte che gela il sangue. So cosa sono le notti in bianco passate vicino al suo letto, cantando a bassa voce per tener lontani gli incubi, e andare a lavorare il giorno dopo, con gli occhi che si chiudono e la testa che fa male, e vorresti zittirla quella testa, ma non puoi. So cosa significa combattere per ottenere l'aiuto che a tutti spetta, e vedersi chiudere porte in faccia, e insistere, e farsi odiare, ma poi ottenere quello che per cui si è combattuto, e renderti conto che ancora non basta. E vorresti solo chiudere gli occhi e dormire, per un tempo infinito, e smettere di dover combattere ogni santo giorno della tua vita.
So cosa significa dormire per terra, perchè il letto costa troppo e il frigorifero era più urgente. E lavare la roba a mano, perchè prima della lavatrice servono i fuochi per cucinare. So cosa vuol dire fare a meno di tante cose, e renderti conto che la vita va avanti lo stesso, eccome se va avanti, e non aspetta nessuno, e in fondo è giusto così, perchè chi sta fermo muore. E so cosa siano i sacrifici, e la voglia di andare avanti lo stesso, perchè in fondo stavi peggio prima, quando non eri libera, quando ogni gesto ti faceva paura.
So quanto sia dura rinascere, e quando sangue e dolore si perdano per farlo, e quanto faccia male tornare a casa e non trovare nessuno, ma essere contenta lo stesso perchè trovare la persona sbagliata è cento volte peggio.
Ma....
So anche quanto sia bello volare libera, permettendomi di essere me stessa. So cosa voglia dire vedere tua figlia sorridere e smettere di soffrire e star male. So quanta soddisfazione dia guardare le ferite e accorgersi che il sangue non scorre più, e sei più forte ogni giorno. So quanta soddisfazione si provi a dire: ci sono passata anche io, ma ce l'ho fatta, e quindi puoi farcela anche tu, alza la testa, perchè nnostante tutto la vita merita di essere vissuta.
So quanto sia bella una mattina di primavera e la brezza sulla pelle, e quanto sia bello trovare la persona giusta per te, proprio quando ti sei rassegnata a stare da sola piuttosto che accontentarti di qualcosa di meno. So cosa voglia dire guardare una stella cadente e pensare a un desiderio, e accorgerti che non ne hai, perchè dopo tante lotte, finalmente la tua vita te la sei costruita come la volevi tu.
So cosa voglia dire passare ore al telefono con una cugina che ti conosceva quando non eri davvero tu, e sentirti dire: come sei cambiata, sono tanto felice per te! E so cosa significhi sentirsi dire: grazie per le parole che mi hai detto, mi hai fatto stare meglio. In quel momento, tutte quelle gocce di sangue versate, diventano rose.
So che la Vita a volte sembra voglia ucciderci, ma non è mai così. Continuo, nonostante tutto, a credere nella profonda bontà dell'uomo, perchè il giorno in cui smetterò di crederci, smetterò anche di aver voglia di cambiarlo, il mondo. E non voglio nemmeno accettare ragionamenti del tipo "il mondo va bene così com'è, dobbiamo imparare ad accettare tutto". Eh, no, mi dispiace. Io mi rifiuto di accettarlo, e voglio cambiarlo, accidenti, e poco importa se posso solo esserci, se posso solo parlare e tendere la mano. Certo questo non cambia il mondo, ma di certo cambia il mio angolino.
E so cosa voglia dire ritrovarsi una notte di pioggia a pensare a me stessa, e ai ricordi, e accogliere il mattino come ho accolto ogni parte di me. E dire a me stessa: ehi, sono felice. Perchè quei ricordi non mi hanno uccisa, mi hanno solo formata.
E poco importa se poi mi ritrovo a trasformare in parole scritte i miei deliri, in fondo sono solo una che non può fare a meno di scrivere, e come tutti gli scrittori, non posso evitare di donare me stessa a chi legge.

Forse esiste una vena di masochismo in ogni essere umano. O forse è perchè siamo consapevoli che tutto è passato, e ci illudiamo che non faccia più male.
Beh, non è vero. Fa male eccome. E anche quando ci metti la consapevolezza di chi sa che tutto serviva, anche quando ci metti la voglia di ricominciare, e anche quando a ricominciare sei riuscito benissimo, quel tuffo nel mare dei ricordi toglie il respiro, e fa male. E non mi vergogno a dir che fa male, perchè dovrei? Perchè devo essere quella forte che sorride sempre? No, sarei quella falsa che sorride sempre, se facessi così. Trovo che ci sia molta più maturità nel dire: ok, oggi giornata di ricordi, e fa male, mi siedo un attimo, faccio i conti con me stessa, e poi domani mi rialzo con una consapevolezza in più: che posso sopravvivere.
Certo che mentre le vivi, certe cose, non lo sai se sopravviverai o meno. E magari arriva quella come me, che ti dice: tranquilla, vedrai che tutto passa, e tu sopravviverai perchè sei forte, tutti lo siamo... tu la guardi e dici, ma questa non sa di cosa stia parlando. Invece lo so eccome.
So cosa voglia dire sanguinare, e non avere nemmeno la forza di fermarlo, quel sangue, e puoi solo restare a fissarlo, quasi affascinata, e ti dici: prima o poi si ferma. Al massimo quando muoio. Ma almeno si ferma. E gli altri che ti guardano e si avvicinano e tu pensi che finalmente un "infermiere" ti aiuterà a mettere insieme i pezzi, invece no, arriva un'altra pugnalata, e giù, altro sangue. E allora in qualche modo capisci che quel sangue lo devi fermare da sola, o non avrà mai fine.
So cosa sia una famiglia "oppressiva", sebbene solo oggi abbia compreso che non si chiama cattiveria, e che le persone non possono dare ciò che non conoscono, ma come potevo pensarla così, quando mi veniva rinfacciato il mio essere diversa, quando avrei voluto fare, dire, pensare le cose a modo mio, e non mi era concesso? So cosa vuol dire quando persone che Ami non ti rivolgono nemmeno più la parola, per il semplice fatto che hai deciso di pensare in maniera diversa dalla loro, perchè hai cercato e ottenuto (a caro prezzo) la tua libertà.
So cosa vuol dire essere dentro una setta, nascerci, vedere il mondo con quella patina di irrealtà messa da altri, e la verità viene distorta come se l'unica immagine che tu abbia mai visto di te e del mondo sia il riflesso deformato dello specchio di un luna park. So cosa voglia dire provare un dolore talmente forte da aprire l'armadio e sbattere tutto a terra e poi sederti tra i vestiti e senti il tuo cuore che fa Crak, e si è spezzato per l'ennesima volta e ti chiedi come diavolo fa a battere ancora. E so cosa significa essere convinti che quella sia l'unica immagine reale, mentre le altre che ti fanno vedere sono distorte. Poi, un bel giorno, alzi la testa, sbirci fuori dal luna park e ti accorgi che invece il mondo è completamente diverso, e allora ti si presenta una scelta. Perdo tutto e ricomincio daccapo, o faccio finta di non aver mai visto il Sole, di non aver mai sentito il Vento, e torno nella mia prigione? e ho anche provato a far finta di niente, perchè credevo di non essere abbastanza forte da volare via. Ma non ci sono riuscita, e ho volato, e in quel volo ho perso tutto, amici, famiglia, lavoro, tutto. Tranne le Ali.
So cosa vuol dire ricevere il primo schiaffo dalla persona che aveva promesso di amarti e proteggerti per sempre. E poi il secondo, e il terzo... e una bella sera ti ritrovi seduta per terra a chiederti come diavolo hai fatto a finire così. E il bello è che una risposta non c'è. Ma ci sono le scuse, e le lacrime, e i dubbi, e i ragionamenti del tipo "ma io lo posso aiutare, se resto con lui forse capirà e cambierà". Non è vero. Sei tu a cambiare. Perdi forma, come un sacco che si svuota e prima o poi non riesce più nemmeno a stare in piedi. E cambi ancora, e anche i contorni si perdono, e non sei più tu, non sei più una persona. E allora sei di nuovo per terra, e ti rendo conto che di nuovo, devi rialzarti, perchè se non lo fai, nessuno ti tende la mano, e se non lo fai tu, anche tua figlia soffrirà per le stesse cose. Il giorno che sono andata via, strisciavo, perchè ero ancora senza forma. C'è voluto un po' per rialzarmi, ma poi ho camminato, e volato. Alla faccia di chi ha sempre detto che non sarei stata capace.
So cosa vuol dire chiederti se sarai mai in grado di perdonare. Pensare a una persona e provare quella rabbia mista a dolore e chiederti se riuscirai mai a essere davvero libera, perchè finchè provi certi sentimenti, sei ancora in suo potere. La risposta è sì. La comprensione e il perdono arrivano sempre. A volte non li riconosciamo, e li scambiamo per debolezza, e stupidamente scegliamo di essere ancora schiavi. A volte li riconosciamo, ma c'è l'orgoglio che è ancora il capo. Alla fine, tornano ancora, e sta sempre a noi scegliere se accoglierli o meno, con la cosapevolezza che perdonare non significa ritornare daccapo, e nemmeno giustificare, ma semplicemente tagliare gli utlimi fili, lasciar andare.
So cosa vuol dire vedere tua figlia che soffre, ascoltarne le urla in ospedale e non poter fare nulla se non aiutare i medici a tenerla ferma, e permetterti di svenire solo quando la vedi dormire tranquilla. So cosa vuol dire improvvisarsi infermiera, psicologa, fingere che tutto vada bene per non spaventarla, quando dentro di te hai la morte che gela il sangue. So cosa sono le notti in bianco passate vicino al suo letto, cantando a bassa voce per tener lontani gli incubi, e andare a lavorare il giorno dopo, con gli occhi che si chiudono e la testa che fa male, e vorresti zittirla quella testa, ma non puoi. So cosa significa combattere per ottenere l'aiuto che a tutti spetta, e vedersi chiudere porte in faccia, e insistere, e farsi odiare, ma poi ottenere quello che per cui si è combattuto, e renderti conto che ancora non basta. E vorresti solo chiudere gli occhi e dormire, per un tempo infinito, e smettere di dover combattere ogni santo giorno della tua vita.
So cosa significa dormire per terra, perchè il letto costa troppo e il frigorifero era più urgente. E lavare la roba a mano, perchè prima della lavatrice servono i fuochi per cucinare. So cosa vuol dire fare a meno di tante cose, e renderti conto che la vita va avanti lo stesso, eccome se va avanti, e non aspetta nessuno, e in fondo è giusto così, perchè chi sta fermo muore. E so cosa siano i sacrifici, e la voglia di andare avanti lo stesso, perchè in fondo stavi peggio prima, quando non eri libera, quando ogni gesto ti faceva paura.
So quanto sia dura rinascere, e quando sangue e dolore si perdano per farlo, e quanto faccia male tornare a casa e non trovare nessuno, ma essere contenta lo stesso perchè trovare la persona sbagliata è cento volte peggio.
Ma....
So anche quanto sia bello volare libera, permettendomi di essere me stessa. So cosa voglia dire vedere tua figlia sorridere e smettere di soffrire e star male. So quanta soddisfazione dia guardare le ferite e accorgersi che il sangue non scorre più, e sei più forte ogni giorno. So quanta soddisfazione si provi a dire: ci sono passata anche io, ma ce l'ho fatta, e quindi puoi farcela anche tu, alza la testa, perchè nnostante tutto la vita merita di essere vissuta.
So quanto sia bella una mattina di primavera e la brezza sulla pelle, e quanto sia bello trovare la persona giusta per te, proprio quando ti sei rassegnata a stare da sola piuttosto che accontentarti di qualcosa di meno. So cosa voglia dire guardare una stella cadente e pensare a un desiderio, e accorgerti che non ne hai, perchè dopo tante lotte, finalmente la tua vita te la sei costruita come la volevi tu.
So cosa voglia dire passare ore al telefono con una cugina che ti conosceva quando non eri davvero tu, e sentirti dire: come sei cambiata, sono tanto felice per te! E so cosa significhi sentirsi dire: grazie per le parole che mi hai detto, mi hai fatto stare meglio. In quel momento, tutte quelle gocce di sangue versate, diventano rose.
So che la Vita a volte sembra voglia ucciderci, ma non è mai così. Continuo, nonostante tutto, a credere nella profonda bontà dell'uomo, perchè il giorno in cui smetterò di crederci, smetterò anche di aver voglia di cambiarlo, il mondo. E non voglio nemmeno accettare ragionamenti del tipo "il mondo va bene così com'è, dobbiamo imparare ad accettare tutto". Eh, no, mi dispiace. Io mi rifiuto di accettarlo, e voglio cambiarlo, accidenti, e poco importa se posso solo esserci, se posso solo parlare e tendere la mano. Certo questo non cambia il mondo, ma di certo cambia il mio angolino.
E so cosa voglia dire ritrovarsi una notte di pioggia a pensare a me stessa, e ai ricordi, e accogliere il mattino come ho accolto ogni parte di me. E dire a me stessa: ehi, sono felice. Perchè quei ricordi non mi hanno uccisa, mi hanno solo formata.
E poco importa se poi mi ritrovo a trasformare in parole scritte i miei deliri, in fondo sono solo una che non può fare a meno di scrivere, e come tutti gli scrittori, non posso evitare di donare me stessa a chi legge.
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